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ZONA ARCHEOLOGICA DI SUSA – Porta Savoia e la cinta muraria

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Per proteggere la città di Susa dalle invasioni, nel II secolo d.C. la si cinge con spesse mura munite di torri circolari.
Sui diversi lati vennero aperte delle porte e sul lato nord – sud si trova Porta Savoia, costituita da un solo fornice e la sola porta esistente ancora oggi.
All’origine il fornice  era anche più stretto: di sera, infatti, veniva chiuso con una saracinesca , manovrata da una balconata che guarda l’interno della città. La porta è collegata a due torri di pianta circolare, forate da diversi piani di finestre, che oggi sono in parte murate.
L’altezza attuale delle torri è inferiore rispetto a quella originaria, sono infatti state abbassate nel corso del XVIII secolo, l’ultima ad opera di Napoleone.
Seguendo i resti delle mura e partendo dal Castello, è possibile seguire il tracciato della cinta muraria difensiva , costruita in fretta e furia nel III secolo  per difendersi dalle invasioni barbariche in arrivo dal nord.
A partire dall’Arco e dal Castello, le mura si collegavano a Porta Savoia, giungevano fino al fiume Dora che costeggiavano e poi, piegando verso sud -est raggiungevano Porta Piemonte (oggi non più esistente anche se si può ammirare la base della porta sulla quale è stata innestata successivamente la Torre dell’orologio cvico). Di qui seguivano l’attuale strada statale 24, fino a raggiungere via dei Fossali (attuale corso Unione Sovietica) per poi richiudersi al Castello.
In questo modo la città di Susa, a forma di triangolo grossomodo, era tutta difesa.
Le mura erano larghe da quattro a sei metri e disponevano di un camminamento interno per favorire lo spostamento dei soldati impegnati per la protezione della città.
Le mura, innalzate nel III e IV secolo dopo Cristo erano costruite “a sacco” cioè con pareti esterne in muratura e una zona interna riempita con materiale di riporto. Quando nel corso dei secoli le mura sono state demolite, si sono ritrovati tantissimi oggetti all’interno di questi spazi, la maggior parte di età romana, per lo più di marmo, come iscrizioni, pietre miliari, frammenti di scultura. Tutto materiale di riuso che dimostra l’urgenza con la quale le mura dovettero essere costruite.

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